Settembre\Ottobre 2026

Periodico della FIJLKAM N.° 5 SETTEMBRE/OTTOBRE 2026 - ANNO 44°

SCUTTO FORZA 5

Argento a Baku,

cinquina iridata

4

In questo numero…

di Giovanna Grasso

5

Editoriale del Presidente

di Giovanna Grasso

IL RACCONTO SPORTIVO

6

Judo: Baku, tre medaglie azzurre

di Emanuele Di Feliciantonio

10

Lotta: Laura Godino bronzo mondiale U23

di Saverio Cambiotti

14

Judo: Podi azzurri a Podgorica

di Vito Zocco

18

Karate: Due ori e sette podi iridati per l’Italia giovanile

di Saverio Cambiotti

22

ItalSumo: dai mondiali alla vicepresidenza ESF

di Saverio Cambiotti

24

Judo: Doppio appuntamento a Sarajevo

di Vito Zocco

28

Lotta: Molfino e il doppio oro ai Mondiali Veterani

di Saverio Cambiotti

30

Karate: Dai Tricolori a squadre al parakarate

di Saverio Cambiotti

L’EVENTO

34

Judo e Karate: Una medaglia su dieci a Taranto

di Saverio Cambiotti

38

Judo: A Ostia gli Alti Gradi del judo italiano

di Antonio Romano

IL PERSONAGGIO

42

Judo: Il re dei resilienti

di Emanuele Di Feliciantonio

46

Sumo: Dentro le beya giapponesi

di Saverio Cambiotti

DALLE REGIONI

48

Marche: Impara a Difenderti

di Lorenzo Castricini

49

Sardegna: Grandi emozioni sulla sabbia

di Marco Reccia

50

Lazio: A Gennaro Maccaro e Alberto Di Francia

il 9° dan

di Gianluca Ricciotti

52

Puglia: Una masterclass di umanità

di Stefano Coropulis

54

Piemonte: Educare l’uomo: il viaggio di un’idea

di Roberto Borgis

58

Campania: Oltre il tatami

di Antonio Romano

62

FVG: Sinergia tra laboratorio e tatami

di Paola Sist, Ludovico Urbani e Ranieri Urbani

FIJLKAM COMMUNITY

66

«Diversa-mente»: neurodivergenze sul tatami

di Marco Pacifico

68

L’estate delle Summer Weeks a Ostia

di Saverio Cambiotti

FORMAZIONE

70

I crediti formativi

di Stefano Stefanel

STORIA

72

Storia: Luigi Monticelli Obizzi (seconda parte)

di Livio Toschi

Periodico fondato nel 1982 da Matteo Pellicone

Direttore editoriale Giovanni Morsiani

Direttrice responsabile Giovanna Grasso

Comitato di redazione Giovanni Morsiani, Giovan-

na Grasso, Massimiliano Benucci, Antonio Romano,

Stefano Stefanel, Livio Toschi

Progetto e impaginazione Ilaria Restaneo

Hanno collaborato Roberto Borgis, Saverio Cam-

biotti, Lorenzo Castricini, Stefano Coropulis, Ema-

nuele Di Feliciantonio, Giovanna Grasso, Marco

Pacifico, Marco Reccia, Gianluca Ricciotti, Antonio

Romano, Paola Sist, Stefano Stefanel, Livio Toschi,

Ludovico Urbani, Ranieri Urbani, Vito Zocco

Servizi fotografici Kadir Calisan/UWW, Beatrice

Chioz, Francesco Della Manna, Federico Vitale,

Emanuele Di Feliciantonio, EJU Gallery, IJF Gallery,

Archivio Toschi, Mattia Martegani, Andrea Masini

Videomakers Antonino Ceravolo, Ilaria Restaneo,

Federico Vitale, Stefano Frigo

Periodico della FIJLKAM n.5 Settembre/Ottobre 2026

Autorizzazione Tribunale di Roma n.3418 dell’11.08.1953

Iscrizione

al

R.O.C

n.7498

del

29.08.2011

l’editOriale del presidente

Intervista di Giovanna Grasso | video di Antonino Ceravolo

L’EDITORIALE DEL PRESIDENTE

Guarda l’editoriale del presidente Morsiani e ascolta i tanti argomenti condivisi con la community: dall’incontro

con il presidente della federazione mondiale di judo (IJF) Marius Vizer che apre interessanti prospettive per

l’organizzazione di prestigiosi eventi sportivi in Italia, ai grandi risultati degli azzurri del judo ai mondiali nel segno

della continuità. Dalle numerosissime medaglie delle massime competizioni internazionali giovanili e master di

judo, lotta, karate e sumo – segno di continuità e inclusività – all’intensa l’attività sportiva e culturale che anima il

Centro Olimpico Matteo Pellicone.

Le cronache, i racconti, le immagini

del nuovo numero di Athlon, riassun-

ti dalla Direttrice responsabile

fogliando questo numero si

passa dai mondiali di judo di

Baku alle beya giapponesi

del sumo, dalla sabbia della

Sardegna ai laboratori del

Friuli Venezia Giulia. E nel corso del

racconto ci sono tante, tante meda-

glie. Vi accompagniamo una sezione

alla volta, alla scoperta di quanto di

emozionante succede nel mondo FI-

JLKAM.

Si parte dall’Editoriale del Presiden-

te, un’intervista nella quale condivide

con i lettori i temi che stanno a cuore

alla Federazione in questo bimestre.

Il racconto sportivo ci porta sui

campi di gara. Che cosa è successo ai

mondiali di Baku, agli europei under

21 di Podgorica, nel doppio appunta-

mento di Sarajevo con master e kata?

Nella lotta ci sono il bronzo mondiale

under 23 di Laura Godino e il doppio

oro del superlongevo Jonathan Mol-

fino ai mondiali veterani. Il karate ha

due ori e sette podi iridati per l’Italia

giovanile, oltre al Campionato italia-

no squadre sociali e al parakarate. Il

sumo racconta il percorso di ItalSu-

mo dai Mondiali alla conquista della

vicepresidenza della federazione eu-

ropea.

L’evento mette insieme due appun-

tamenti: i Giochi del Mediterraneo,

dove una medaglia azzurra su dieci è

arrivata da judo e karate e il Semina-

rio nazionale degli Alti Gradi, svolto a

Ostia.

Il personaggio ci racconta due storie

diverse: Emanuele Bruno, protago-

nista insieme alla squadra FIJLKAM e

poi vincitore solitario di Physical Ita-

lia, il programma Netflix “da 100 a 1”:

un vero “re dei resilienti”. Dall’altra

In questo numero

Dal racconto sportivo alla formazione

parte del mondo, una porta che di

solito resta chiusa: quella delle beya

giapponesi, dove vivono e si allenano

i lottatori-dei di sumo.

Dalle regioni si viaggia lungo tutta

l’Italia. Nelle Marche si impara a di-

fendersi, in Sardegna si vivono grandi

emozioni sulla sabbia, nel Lazio il 9°

dan va a Gennaro Maccaro e Alber-

to Di Francia. La Puglia propone una

masterclass di umanità, il Piemonte il

viaggio di un’idea che mette al centro

l’educazione dell’uomo, la Campania

va oltre il tatami mentre il Friuli Vene-

zia Giulia cerca la sinergia tra labora-

torio e tatami.

In FIJLKAM Community ci sono due

letture per chi vive la palestra ogni

giorno. Come si accoglie sul tatami

un bambino neurodivergente? Poi le

Summer Weeks: un’estate di attivi-

tà ludico sportiva per giovanissimi a

Ostia.

La Formazione spiega l’aspetto dei

crediti liberi che permettono ai tec-

nici di decidere una parte del proprio

percorso e, infine, il Catalogo forma-

tivo mostra tutto quello che si può

scegliere nel cammino di specializza-

zione sportiva.

Infine si chiude con la Storia e con la

seconda parte del profilo del primo

presidente della nostra federazione:

il marchese Luigi Monticelli Obizzi.

Come da tradizione: buona lettura!◆

Argomenti da proporre? Curiosità da

soddisfare? Errori da segnalare?

CONTATTA LA REDAZIONE

redazione.athlon@fijlkam.it

Ai Mondiali seniores di Baku l’Italia ha

ottenuto un bottino di tre medaglie, no-

nostante assenze importanti: argento

per Assunta Scutto nei -48kg, bronzo per

Odette Giuffrida nei -52kg e per Gennaro

Pirelli nei -100kgL

’élite mondiale del judo si è

data appuntamento sotto le

volte della National Gymna-

stics Arena di Baku, in Azer-

baigian dal 4 all’11 ottobre. In

questa prestigiosa vetrina internazio-

nale, la spedizione azzurra ha saputo

lasciare un’impronta profonda, dimo-

strando ancora una volta la grande le-

vatura del movimento italiano. L’Italia

si è infatti presentata sui tatami azeri

conquistando tre medaglie pesantis-

sime nel torneo individuale, sancen-

do nuove consacrazioni e straordina-

rie rinascite.

IL PANORAMA GLOBALE: QUATTOR-

DICI CAMPIONI, STORIE DI GLORIA E

IL DOMINIO NIPPONICO - Al termine

di sette giorni di competizioni indi-

viduali intensissime, il verdetto del

tatami ha incoronato i quattordici

campioni del mondo che avranno l’o-

nore di indossare l’ambito backpatch

rosso sulla schiena fino alla prossima

edizione, prevista ad Astana nel 2027.

La rassegna ha offerto uno spettaco-

lo vibrante, seguendo il ritmo di due

categorie di peso al giorno, formula

ormai collaudata che ricalca il forma-

to dei Giochi Olimpici.

A dominare incontrastata la scena iri-

data è stata la corazzata del Giappone,

capace di monopolizzare il medaglie-

re con ben sette titoli (esattamente

la metà degli ori in palio), imprezio-

siti da due argenti e tre bronzi. Un

successo corale, espressione di una

cultura fondata sul costante miglio-

Baku: tre medaglie azzurre

Scutto, Giuffrida e Pirelli sul podio ai Mondiali

testo e foto di Emanuele Di Feliciantonio

IL RACCONTO SPORTIVO JUDO

ramento, trainato da stelle indiscusse

come Hifumi e Uta Abe, dalla solidità

di Wakana Koga e dalla purezza tec-

nica di Sanshiro Murao. Subito dietro

lo strapotere nipponico, la Georgia

ha conquistato un eccezionale se-

condo posto nel ranking per nazio-

ni, trascinata dallo stratosferico Tato

Grigalashvili – capace di centrare il

suo quarto titolo iridato in sei finali

mondiali consecutive – e dal trionfo

lungamente inseguito di Ilia Sulama-

nidze. Un capitolo a parte lo merita

l’Azerbaigian: la «Terra del Fuoco» ha

onorato al meglio il ruolo di nazione

ospitante, galvanizzando l’arena con

sette medaglie complessive, inaugu-

rate dal sorprendente oro di Ahmad

Yusifov.

Baku 2026 è stata però anche la culla

di imprese destinate a rimanere scol-

pite negli annali. La diciannovenne

sudcoreana Hyeonji Lee ha dimostra-

to come la sfrontatezza giovanile non

tema affatto l’esperienza, conqui-

stando l’ultima categoria femminile

della settimana, mentre la spagnola

Ai Tsunoda Roustant ha completato

una bacheca memorabile aggiun-

gendo la corona senior ai titoli mon-

diali già vinti da cadetta e juniores.

Una pagina di pura storia sportiva l’ha

scritta anche Yelyzaveta Lytvynenko,

regalando agli Emirati Arabi Uniti il

primissimo oro iridato nel judo. In-

fine, il veterano Inal Tasoev è salito

per la terza volta in carriera sul tetto

del mondo tra i massimi, grazie a una

sensibilità tattica fuori dal comune. In

questo formidabile calderone di am-

bizioni, umanità e storie personali, si

è inserita brillantemente l’Italia.

UNA SQUADRA AZZURRA SOLIDA NO-

NOSTANTE LE ASSENZE ECCELLENTI

- Il bilancio azzurro assume un valo-

(-81kg), Kenny Komi Bedel (-90kg) e

Gennaro Pirelli (-100kg). Nel setto-

re femminile la compagine ha visto

re ancora più significativo se si con-

siderano le importanti defezioni che

hanno preceduto la partenza. L’Italia

ha infatti dovuto rinunciare a quattro

vere e proprie stelle del suo firma-

mento: la fuoriclasse Alice Bellandi

(nei -78kg), Manuel Lombardo (nei

-73kg) e Christian Parlati (nei -90kg),

tutti fermi ai box per questo appunta-

mento, ai quali si è aggiunta l’assen-

za della talentuosa Veronica Toniolo

nei -57kg. Nonostante la mancanza di

questi pilastri, il gruppo non si è disu-

nito ma ha fatto quadrato, schieran-

do un contingente di assoluto spes-

sore e profondità. A difendere i colori

azzurri nelle competizioni individuali

maschili sono saliti sul tatami Andrea

Carlino (-60kg), Matteo Piras e Vale-

rio Accogli (-66kg), Giovanni Espo-

sito e Leonardo Valeriani (-73kg),

Antonio Esposito e Manuel Parlati

IL RACCONTO SPORTIVO JUDO

Assunta Scutto

Odette Giuffrida

Gennaro Pirelli

protagoniste Assunta Scutto (-48kg),

Odette Giuffrida (-52kg), Giulia Carnà

(-57kg), Carlotta Avanzato (-63kg),

Irene Pedrotti e Giorgia Stangherlin

(-kg), a cui si sono aggiunte Asya Ta-

vano ed Erica Simonetti nella catego-

ria +78 chilogrammi.

A questo nucleo agguerrito si sono

poi aggregati Michela Terranova

(-57kg) e Kwadjo Anani (+90kg), in-

nesti mirati convocati appositamente

per rinforzare il roster azzurro e met-

tersi a disposizione per la spettacola-

re gara a squadre Mixed Team che ha

chiuso la manifestazione l’11 ottobre.

Un gruppo ampio che ha confermato

l’ottimo stato di salute del judo trico-

lore.

ASSUNTA SCUTTO: UN ARGENTO CHE

SA DI COSTANZA - L’emozione più

grande della giornata inaugurale ha

portato la firma di Assunta Scutto.

La campionessa campana, simbo-

lo indiscusso del talento azzurro, ha

incantato il pubblico spingendosi

fino all’atto conclusivo nella catego-

ria fino a 48kg. La preziosa medaglia

d’argento vinta da Scutto in un ta-

bellone denso di insidie, superata in

finale unicamente dalla giapponese

Wakana Koga, ne conferma l’indiscu-

tibile ruolo di dominatrice ai vertici

del judo mondiale. Questo traguardo,

che rappresenta il suo quinto podio

iridato consecutivo a livello senior, le

permette inoltre di consolidare la sua

straordinaria posizione nel ranking.

ODETTE GIUFFRIDA: L’INFINITA GUER-

RIERA DI BRONZO - Se esiste un’atle-

ta capace di incarnare l’essenza della

resilienza, quella è Odette Giuffrida.

Presentatasi a Baku stringendo i den-

ti, dovendo superare i problemi fisici

e i postumi di un infortunio alla spal-

la, la judoka romana ha letteralmente

gettato il cuore oltre l’ostacolo nella

categoria -52 chilogrammi. Si è esal-

tata lottando con un’energia fuori dal

comune fino a mettersi al collo una

favolosa medaglia di bronzo. L’enne-

simo podio per una campionessa di

razza che ha certificato una pazzesca

continuità di rendimento, capace di

trascinare, ancora una volta, l’intera

spedizione azzurra.

GENNARO PIRELLI: IL PRIMO PODIO

MONDIALE NON SI SCORDA MAI - La

ciliegina sulla torta al maschile è stata

servita da Gennaro Pirelli, conferma-

tosi tra i migliori interpreti interna-

zionali dei -100 chilogrammi. A Baku,

il judoka napoletano ha finalmente

sbloccato il suo cammino, mettendo

al collo la prima pesantissima meda-

glia iridata in carriera. Dopo la battuta

d’arresto in semifinale contro il geor-

giano Ilia Sulamanidze, Pirelli ha di-

sputato un match per il bronzo di una

lucidità tattica encomiabile contro

l’uzbeko Tulkinbek Turdiev, conqui-

stando la vittoria e salendo sul terzo

gradino del podio. Una vittoria vitale

che lo consacra definitivamente tra i

giganti del judo contemporaneo.

A conclusione dell’evento, il direttore

tecnico nazionale Raffaele Toniolo ha

riassunto così la trasferta azera: «Nel-

la gara a squadre siamo usciti al primo

turno con la Georgia. Peccato, per-

ché superato questo ostacolo le cose

sarebbero andate diversamente. I

ragazzi hanno dato tutto, ma pur-

troppo non è bastato. Torniamo da

questo Mondiale con tre medaglie,

un quinto e tre settimi posti. Bottino

da sogno, viste anche le assenze per

infortunio di diversi olimpionici, alcu-

ni dei quali già medagliati ai Mondiali.

Al nostro movimento non è successo

molte volte di tornare con tre meda-

glie da un Mondiale e quindi siamo

soddisfatti. Ora alcuni atleti punte-

ranno direttamente al Master di di-

cembre, mentre altri rientreranno

in gara tra Abu Dhabi e Zagabria per

conquistare punti preziosi per la qua-

lificazione olimpica e per qualificarsi

al Master. La corsa è ancora lunga e

occorre avere pazienza».

Il cammino verso Los Angeles 2028

riparte dunque da una base concre-

ta, con risultati importanti ma anche

margini di crescita: l’obiettivo sarà

trasformare la competitività mostra-

ta a Baku in una presenza ancora più

costante nelle finali e nelle gare per le

medaglie.◆

IL RACCONTO SPORTIVO JUDO

Odette Giuffrida

IL RACCONTO SPORTIVO JUDO

10

IL RACCONTO SPORTIVO LOTTA

Ai Mondiali di lotta di Las Vegas l’azzur-

ra conquista il primo podio iridato della

carriera nei 68 kg, dopo l’argento ai Gio-

chi del Mediterraneo. Le sue parole, il

bilancio del DTN Salvatore Avanzato e il

percorso verso la qualificazione olimpica

opo aver inseguito a

lungo una medaglia di

livello

internazionale,

riuscire

finalmente

a

conquistarla,

proprio

nell’ultimo anno da U23 e su un pal-

coscenico mondiale, è stato qualcosa

di speciale: quando ho realizzato di

esserci riuscita, quasi non ci crede-

vo».

Laura Godino racconta così il bronzo

conquistato ai Campionati Mondia-

li U23 di lotta di Las Vegas, disputati

dal 12 al 18 ottobre. Per la lottatrice

azzurra dei 68 kg è la prima medaglia

iridata della carriera, arrivata a pochi

mesi dall’argento ai Giochi del Medi-

terraneo. Due podi importanti, in una

stagione che l’ha vista trovare conti-

nuità internazionale proprio mentre

si prepara a lasciare la categoria U23.

Il cammino mondiale di Godino è co-

minciato con la vittoria per 10-4 sulla

messicana Tapia Garcia negli ottavi di

finale. Ai quarti l’azzurra ha affronta-

to l’indiana Lather, superata 10-9 al

termine di un incontro combattutis-

simo. La sconfitta in semifinale con-

tro la russa Shevchenko, poi vincitri-

ce del titolo, l’ha indirizzata verso la

finale per il bronzo, dove ha trovato

l’ungherese Karolina Pok. Qui Godino

ha conquistato la medaglia imponen-

dosi per 6-1, con quattro punti messi

a segno negli ultimi minuti dell’in-

contro. Una vittoria che le ha conse-

gnato il primo podio mondiale e ha

dato ulteriore peso al risultato otte-

nuto a Taranto.

Laura Godino bronzo mondiale U23

Festa tricolore con lo sguardo verso Los Angeles 2028

di Saverio Cambiotti | foto di Kadir Caliskan / UWW

UNA MEDAGLIA INSEGUITA A LUN-

GO - «Questa medaglia per me ha un

valore davvero importante, perché

significa che il lavoro che sto facen-

do è quello giusto. È il frutto di tan-

ti sacrifici e di un percorso in cui ho

iniziato a curare ogni singolo detta-

glio, dalla preparazione fisica e tecni-

ca all’alimentazione, fino all’aspetto

mentale. Ma soprattutto, mi ha fatto

provare emozioni che non vivevo da

tanto tempo.

Questa conferma mi dà ancora più

fiducia nei miei mezzi e mi permet-

te di iniziare a guardare a obiettivi

più grandi, primo fra tutti il percor-

so di qualificazione olimpica per Los

Angeles 2028. Tra gli appuntamenti

ci sarà anche il Mondiale senior di

qualificazione olimpica, che si

svolgerà nuovamente qui a Las

Vegas: spero che questa città

possa portarmi fortuna anche

la prossima volta!»

LA CONTINUITÀ DEI RISUL-

TATI E IL LAVORO VERSO LOS

ANGELES - Il bronzo mon-

diale segue l’argento

conquistato da Go-

dino ai Giochi del

Mediterraneo

e

conferma

un

periodo

po-

sitivo

per

l’atleta del

Centro Spor-

tivo Esercito.

Le prossime

qualificazio-

ni

olimpiche

richiederanno

un ulteriore la-

voro tecnico, a

«

11

IL RACCONTO SPORTIVO LOTTA

partire dall’analisi degli incontri di-

sputati a Las Vegas.

«Quest’anno c’è stata sicuramente

una bella continuità di risultati e cre-

do che sia proprio il frutto del lavoro

che sto portando avanti, sia indivi-

dualmente, curando tutti gli aspetti

su cui posso intervenire, sia insieme

ai miei allenatori della Nazionale e del

Centro Sportivo Esercito, che ringra-

zio perché non hanno mai smesso di

credere nelle mie potenzialità, anche

nei momenti in cui ero io la prima a

dubitare di me stessa.

Il percorso è ancora lungo, soprattut-

to in vista delle qualificazioni olimpi-

che, ma credo che siamo sulla strada

giusta. Per fare un ulteriore salto di

qualità dovrò continuare a lavorare

molto sull’aspetto tecnico, analizzan-

do gli incontri di questo Mondiale per

individuare gli aspetti da migliorare,

costruire tattiche sempre più efficaci

e riuscire a esprimere al massimo le

mie qualità. L’obiettivo è continuare

a crescere, mantenendo questa con-

tinuità e trasformandola in risultati

sempre più importanti.»

Anche il direttore tecnico nazionale

Salvatore Avanzato ha sottolineato il

significato del risultato, ricordando le

indicazioni emerse durante la prepa-

razione e il lavoro svolto in vista dei

prossimi appuntamenti.

«Già durante l’Olympic Training Camp

di Cesenatico – le parole di Avanzato

– attraverso il confronto con atlete di

alto livello internazionale, avevamo

avuto la conferma dell’ottimo stato di

forma della nostra atleta e delle sue

importanti potenzialità.

L’11 ottobre, quando ha lasciato il

raduno, eravamo consapevoli che

avrebbe potuto esprimersi ad altissi-

mi livelli. È arrivata una medaglia che

aspettavamo, anche alla luce dell’ec-

cellente prestazione ai Giochi del

Mediterraneo, dove aveva già con-

quistato l’argento.

Ma al di là del risultato, questa meda-

glia assume un significato ancora più

importante: rappresenta una confer-

ma della qualità del lavoro che stiamo

portando avanti e rafforza la convin-

zione che il percorso intrapreso ver-

so la qualificazione ai Giochi Olimpici

di Los Angeles 2028 sia quello giusto.

Il risultato individuale è importante,

ma ciò che conta ancora di più è la

consapevolezza che il nostro proget-

to tecnico sta andando nella direzio-

ne giusta».

I QUINTI POSTI DI CASO E NICCOLINI

E GLI ALTRI ITALIANI A LAS VEGAS -

Ai Mondiali U23 hanno partecipato

complessivamente sei atleti italiani.

Oltre a Laura Godino, nella lotta fem-

minile erano impegnate Aurora Rus-

so nei 59 kg e Immacolata Danise nei

62 kg, mentre nello stile libero han-

no gareggiato Daniele Gubbiotti nei

65 kg, Raul Caso nei 74 kg e Gabriele

Niccolini nei 92 kg.

Proprio nello stile libero sono arrivati

altri due piazzamenti nelle finali per

le medaglie. Caso ha raggiunto la se-

mifinale dopo le vittorie sull’ucraino

Morhun e sul bulgaro Atanasov, pri-

ma di cedere al russo Baitukaev. Nella

finale per il bronzo è stato sconfit-

to 5-0 dal giapponese Toki Ogawa,

chiudendo al quinto posto. Quinta

posizione anche per Niccolini, ferma-

to in semifinale dal russo Arsian Baga-

ev e poi battuto dall’azero Anar Jafarli

nella sfida per il bronzo.◆

12

13

14

Agli Europei Under 21 di Podgorica, in

Montenegro, la squadra italiana ha con-

quistato l’argento con Alice Martellacci

e il bronzo con Lucio Tavoletta oltre al

quinto piazzamento di Cinzia Caponetto.

Il Consigliere Federale Andrea Regis ha

tracciato un bilancio della gara e ha deli-

neato le prospettive azzurre.

l tatami della capitale montene-

grina ha concluso i Campionati

Europei Under 21 di judo, un’edi-

zione che a Podgorica ha riunito

per diversi giorni i migliori giovani

del movimento continentale. La spe-

dizione italiana ha ottenuto tre risul-

tati di rilievo: l’argento di Alice Mar-

PODI AZZURRI A PODGORICA

Argento di Martellacci e bronzo di Tavoletta agli Europei U21

di Vito Zocco | foto di EJU \ IJF

tellacci, il bronzo di Lucio Tavoletta e

il quinto posto di Cinzia Caponetto.

Ripetere i risultati dello scorso anno,

quando erano state conquistate nu-

merose medaglie, era un obiettivo

impegnativo. Tra risultati di livello,

conferme e qualche rammarico per

le medaglie di legno, l’Italia è tornata

a casa con questo bilancio.

ALICE MARTELLACCI: L’ARGENTO IN

CRESCITA COSTANTE - Il primo ri-

sultato di rilievo è arrivato da Alice

Martellacci, atleta del Kodokan Chie-

ti impegnata nella categoria dei -57

chilogrammi. La judoka azzurra ha

affrontato ogni incontro con atten-

zione tattica, determinazione e una

buona condizione fisica. Farsi strada

nel tabellone di un campionato euro-

peo Under 21 richiede un notevole di-

spendio di energie fisiche e mentali.

Incontro dopo incontro, Martellacci

ha superato avversarie impegnative,

mostrando una crescita costante. Al

termine di una finale intensa ha ce-

duto all’atleta slovena, conquistando

la medaglia d’argento. Per lei il podio

continentale rappresenta un’espe-

rienza importante in termini di con-

sapevolezza e di determinazione.

LUCIO TAVOLETTA: IL BRONZO DEL-

LA CONFERMA - Nei -73 chilogram-

mi Lucio Tavoletta, in forza al Centro

Sportivo Carabinieri, ha ottenuto una

Alice Martellacci

IL RACCONTO SPORTIVO JUDO

15

IL RACCONTO SPORTIVO JUDO

conferma. A un anno esatto dal bron-

zo conquistato a Bratislava, è salito di

nuovo sul terzo gradino del podio

europeo. Ripetersi a questo livello è

più difficile che ottenere un primo

risultato: l’attenzione era rivolta a lui

e gli avversari ormai ne conoscevano

le armi migliori. Tavoletta ha gestito

la pressione con maturità, facendo

valere un judo pulito e dinamico, ef-

ficace sia nelle proiezioni sia a terra.

Dopo essere stato fermato dal rap-

presentante russo, ha recuperato le

energie e ha vinto la finale per la me-

daglia di bronzo contro il campione

d’Europa in carica, al termine di un

incontro molto combattuto. Il risul-

tato conferma la continuità di ren-

dimento dell’atleta.

CINZIA

CAPONETTO:

UN

BUON PIAZZAMENTO - Nel-

la terza e ultima giornata

di gare individuali è scesa

in gara la categoria dei -78

chilogrammi, nella quale si

è distinta Cinzia Caponetto.

L’atleta della Judo Virtus ha

disputato una compe-

tizione di livello,

a f f ro n ta n do

alcune

tra

le

migliori

specialiste

d’Europa.

Ha sfiora-

to la zona

m e d a -

glie e ha

chiuso

al quin-

to po-

sto.

Il

risulta-

to lascia

qualche

rammari-

co per la

medaglia

s f u m a t a

nella fase

Lucio Tavoletta

decisiva della finale per il bronzo, ma

indica che l’atleta appartiene al grup-

po delle migliori europee della cate-

goria e offre una base per i prossimi

impegni internazionali.

IL BILANCIO DI ANDREA REGIS - Il

bilancio complessivo della trasfer-

ta montenegrina è stato tracciato

dal Consigliere Federale Andrea Re-

gis, presente a Podgorica al fianco

della squadra: «Il bilancio di questi

Campionati Europei Under 21 ci re-

stituisce l’immagine di un’Italia viva,

competitiva e ricca di talento», ha

dichiarato Andrea Regis. «Le meda-

glie di Alice Martellacci e Lucio Ta-

voletta, insieme all’ottimo

quinto posto di Cinzia

Caponetto e alle buo-

ne prestazioni di tutta

la squadra, confer-

mano che il lavoro

svolto nei territori e

all’interno dei club

sta dando i frutti spe-

rati. I ragazzi hanno

dimostrato carattere, attaccamento

alla maglia azzurra e una mentalità

internazionale ormai consolidata. Af-

frontare contesti così duri e uscirne

protagonisti è fondamentale per la

crescita del nostro vivaio in vista del

definitivo salto nel circuito senior.»

Con questi risultati si è conclusa la

partecipazione italiana ai Campionati

Europei Under 21 di Podgorica: un ar-

gento, un bronzo e un quinto posto.◆

IL RACCONTO SPORTIVO JUDO

16

IL RACCONTO SPORTIVO JUDO

17

Alice Martellacci

18

IL RACCONTO SPORTIVO KARATE

Sofia Pavone e la squadra maschile di

kata hanno conquistato i titoli iridati a

Bielsko-Biała. Sette bronzi completano

il bilancio azzurro, con l’Italia quinta nel

medagliere mondiale. Daniela Berrettoni

racconta risultati, i protagonisti e le pro-

spettive della nazionale giovanile

ove medaglie, due ori e

sette bronzi. È il bilancio

dell’Italia ai Campionati

Mondiali Cadetti, Junior

e U21 di karate, disputati

dal 14 al 18 ottobre a Bielsko-Biała, in

Polonia. Quarantuno gli azzurri impe-

gnati tra kata e kumite, in una rasse-

gna che ha riunito oltre duemila atleti

provenienti da più di cento nazioni e

che ha visto l’Italia chiudere al quinto

posto nel medagliere.

I due titoli mondiali portano la firma

di Sofia Pavone, campionessa Junior

nei 48 kg di kumite, e della squadra

maschile di kata Cadetti/Junior com-

posta da Matteo Freda, Matteo Nar-

daccio, Giacomo Turcato e Sergio

Rosiello. A completare il medagliere

sono arrivati i sette bronzi di Achille

Giuliani, Carmine Apicella, Ilaria Bian-

co, Guido Squillante, Emma Colletti,

Anna Pia Desiderio e della squadra

femminile di kata formata da Sofia

Crucitti, Beatrice Dublino, Martina

Beretta e Silvia Tagliabue.

Un risultato che Daniela Berrettoni,

presidente della Commissione Na-

zionale Attività Giovanile (CNAG) e

consigliere federale del settore kara-

te, analizza distinguendo le tre fasce

d’età:

«Il bilancio è assolutamente positivo.

9 medaglie mondiali, 2 ori e 7 bronzi,

in un Mondiale Giovanile così com-

petitivo non sono mai banali. Se lo

guardiamo per fasce, però, ci raccon-

ta tre storie diverse.

OTTO PODI IRIDATI PER LA GIOVANILE

Il Karate tricolore brilla in Polonia

di Saverio Cambiotti | foto di Francesco Della Manna | video di Stefano Frigo

Sui Cadetti sono arrivate poche con-

ferme rispetto a quello che ci aspet-

tavamo. I ragazzi hanno fatto delle

belle performance, hanno lottato,

ma non siamo riusciti a concretizza-

re quanto avremmo voluto. Fa parte

del percorso. Sono alla loro prima

esperienza mondiale vera, e questa

esperienza maturata a Bielsko-Biała è

un bagaglio preziosissimo che ci per-

metterà sicuramente di rifarci già nei

prossimi impegni imminenti.

La grande soddisfazione arriva dagli

Juniores. Un gruppo straordinario

che è stato in grado di affermarsi in

tutte le specialità, dal kata al kumite,

fino alla prova a squadre che ci ha vi-

sti ottenere un bronzo nel femminile

e uno straordinario oro nel maschile.

Questo non è un caso: è il frutto di un

durissimo lavoro di coesione tra le

società di appartenenza e la Nazio-

nale Giovanile. Quando c’è collabo-

razione vera, si creano i presupposti

un’esperienza e una maturità che li

vede pronti e competitivi per affac-

ciarsi alla categoria Seniores.

Quindi sono nove medaglie che ci

dicono dove siamo, ma soprattutto

dove possiamo arrivare».

Il presidente del settore karate Davi-

de Benetello ha sottolineato anche il

risultato dell’Italia nel confronto in-

ternazionale, collegandolo agli altri

traguardi raggiunti dal karate italia-

no: «Uno straordinario quinto posto

mondiale nel medagliere su oltre 100

nazioni partecipanti. Un mondiale

davvero speciale per l’Italia, che ai

grandi risultati della Nazionale sul ta-

tami affianca traguardi storici come

l’assegnazione dei Campionati del

Mondo Assoluti a Milano-Bergamo

nel novembre 2027 e la mia elezione

alla vicepresidenza della WKF. Sono

tutti risultati che testimoniano il va-

lore, la credibilità e la crescita del ka-

rate italiano a livello internazionale».

per fare stra-bene, e loro lo hanno

dimostrato.

Infine l’U21. Lì ho visto una Nazionale

già proiettata verso l’alto. Anche chi

non è arrivato a medaglia ha dispu-

tato incontri emozionanti, tesi, all’al-

tezza di un campionato del mondo.

Sono ragazzi giovani, sì, ma già con

Kata - Squadra Maschile

-48kg - Sofia Pavone

- 57kg - Achille Giuliani

-53kg - Ilaria Bianco

-61kg - Carmine Apicella

-55kg - Emma Colletti

-60kg - Guido Squillante

-68kg - Anna Pia Desiderio

Kata - Squadra Femminile

IL MEDAGLIERE AZZURRO

19

IL RACCONTO SPORTIVO LOTTA

DUE ORI, DUE STORIE DIVERSE - Il

primo titolo mondiale italiano è arri-

vato sabato 17 ottobre grazie a Sofia

Pavone, diciassettenne della Karate

Pozzuolo di Milano. Nei 48 kg Junior

l’azzurra ha superato la spagnola Gar-

cia, la kazaka Dairkhan, Milana Asta-

shonak e l’ucraina Kotenko, conqui-

stando la finale contro la portoghese

Isis Matos. Nell’incontro decisivo si è

trovata sotto 2-0, con l’avversaria in

vantaggio anche per il senshu. A tre-

dici secondi dalla fine ha però piazza-

to un ippon, ribaltando il risultato e

conquistando il titolo iridato.

Domenica 18 è arrivato il secondo

oro, quello della squadra maschile di

kata. Già campioni d’Europa, Matteo

Freda, Matteo Nardaccio, Giacomo

Turcato e Sergio Rosiello hanno su-

perato Germania, Israele e Slovacchia

nelle eliminatorie, prima di imporsi

4-1 sulla Turchia nella finale mondia-

le. Un successo che completa la dop-

pietta europea e iridata della forma-

zione azzurra.

Dietro i due titoli ci sono percorsi

molto differenti, come racconta Ber-

rettoni: «Sono due ori completamen-

te diversi, ma che raccontano la stes-

sa cosa: cosa vuol dire avere un cuore

grande.

La squadra maschile di kata arrivava

da Campione d’Europa, quindi con gli

occhi di tutti addosso. Quello che in

pochi sanno è che il percorso di pre-

parazione è stato tutt’altro che line-

are, abbiamo avuto infortuni impor-

tanti che hanno ritardato la tabella di

marcia, che ci hanno costretto a rin-

viare la scelta definitiva dei compo-

nenti e a rimodulare tutta la prepara-

zione. Quello che mi ha colpito di più

non è stata la tecnica - che è di livello

mondiale - ma l’umanità. Il modo in

cui tutti i ragazzi selezionati sono riu-

sciti a ritrovare subito il mood giusto,

a compattarsi, a gestire le energie, a

non sprecare nulla. Hanno concen-

trato le forze per concretizzare ogni

singolo allenamento senza mai rinun-

ciare alla difficoltà, senza mai abbas-

sare l’asticella. È un oro che vale dop-

pio, perché vinto prima in palestra

che sul tatami.

E poi Sofia... Sofia Pavone è stata la

vera rivelazione. Alla sua prima espe-

rienza mondiale, una ragazzina così

piccola fisicamente, ma con una de-

terminazione gigantesca. Quello che

mi ha sconvolta è stata la sua fred-

dezza. Una freddezza da atleta pluri-

medagliata, da veterana. Non ha mai

tremato. L’ho vista costruirsi la finale

pezzo dopo pezzo, incontro dopo

incontro, esprimendosi ogni volta al

massimo delle sue possibilità, fino a

quella rimonta incredibile negli ultimi

secondi che ci ha fatto sognare e poi

esplodere di gioia. Meritatamente

sul tetto del mondo. La sua forza rac-

conta una storia che inizia da molto

lontano. È una bambina che fin dalla

nascita ha dovuto lottare, 4 mesi di

terapia intensiva e anche lì una forza

da leonessa, ha conosciuto la fatica

prima degli altri. E oggi quella stessa

fatica l’ha trasformata in oro.

Vederla lassù, così piccola e così im-

mensa allo stesso tempo, è stata l’e-

mozione più pura di questo Mondia-

le».

SETTE BRONZI E IL LAVORO CHE CON-

TINUA - Ai due titoli mondiali si ag-

giungono sette medaglie di bronzo.

Tre sono arrivate nella giornata di sa-

bato 17 ottobre. Achille Giuliani, quin-

dicenne della Fudoshin Bari, ha supe-

rato 2-0 il messicano Tomas Acosta

nei 57 kg Cadetti, aggiungendo il

bronzo mondiale all’argento europeo

conquistato a febbraio. Carmine Api-

cella, dello Shirai Club San Valentino,

ha battuto 2-0 il giordano Moham-

mad Al Najjar nei 61 kg Junior, tor-

IL RACCONTO SPORTIVO KARATE

20

nando sul podio internazionale dopo

il titolo europeo Junior del 2025. Nei

52 kg Junior, Ilaria Bianco della Cham-

pion Center ha conquistato la sua

prima medaglia mondiale battendo

l’iraniana Ghanei Fard per decisione

arbitrale, dopo uno 0-0.

Gli altri quattro bronzi sono arrivati

domenica 18. Nel kumite U21 Guido

Squillante ha superato 8-5 l’argen-

tino Juan Gallardo nei 60 kg, Emma

Colletti ha battuto 8-7 la marocchina

Roumayssae Tarkou nei 55 kg e Anna

Pia Desiderio si è imposta 7-1 sulla

ceca Ema Tinavska nei 68 kg. Nel kata

a squadre femminile, Sofia Crucitti,

Beatrice Dublino, Martina Beretta e

Silvia Tagliabue hanno conquistato il

podio superando nettamente l’Un-

gheria per 5-0.

La rassegna polacca si è chiusa anche

con tre quinti posti, ottenuti da Ni-

cole Correddu, Sofia Crucitti nel kata

individuale e Marta Buono. Risultati

che completano il quadro delle do-

dici finali per le medaglie raggiunte

dall’Italia.

Per Berrettoni, il prossimo passaggio

riguarda soprattutto il lavoro condivi-

so tra Federazione e società sportive:

«Per crescere ancora non basta ag-

giungere medaglie, bisogna costru-

ire un percorso. Ed è esattamente

quello su cui stiamo già lavorando

come team della CNAG. Il risultato di

Bielsko-Biała ci conferma che la stra-

da è quella giusta, ma ora vogliamo

alzare l’asticella della collaborazione.

L’obiettivo è creare un percorso stu-

diato, strutturato e ancora più con-

diviso tra le società di appartenenza

e la Federazione. Non vogliamo più

due mondi che si incontrano solo al

momento della convocazione. Vo-

gliamo un unico sistema. Questo

significa creare più momenti di

condivisione reale: più ra-

duni congiunti, più alle-

namenti collegiali aperti,

più confronto tecnico di-

retto con i tecnici delle

società.

Solo così pos-

siamo alline-

are le metodologie, parlare la stessa

lingua tecnica e accompagnare i ra-

gazzi in un percorso di crescita conti-

nuo, non a strappi. Le società sono la

nostra radice, la Nazionale è la chio-

ma. Se la radice è forte e il tronco è

collegato, l’albero cresce più in alto.

È questa la nostra prossima sfida: tra-

sformare 9 medaglie in un metodo

di lavoro che ne generi sempre di

più».◆

IL RACCONTO SPORTIVO KARATE