Maggio/Giugno 2026

32

DALLE REGIONI: CAMPANIA

Gennaro Pirelli, campione europeo 2026,

e Antonio Ciano, miglior tecnico euro-

peo femminile 2025, raccontano traguar-

di, sacrifici e ambizioni: due volti del judo

italiano – e campano - che vince

li Europei di judo 2025-

2026 hanno consegnato

all’Italia due protago-

nisti assoluti, ognuno

dei quali ha scritto una

pagina importante per il movimento

nazionale. Il primo è Gennaro Pirelli,

judoka napoletano che ha conquista-

to l’oro continentale nella categoria

-100 chilogrammi dopo due bronzi

consecutivi, compiendo il salto defi-

nitivo verso la vetta del judo europeo.

Il secondo è Antonio Ciano, tecnico

delle Fiamme Gialle e della nazionale

italiana, premiato come Miglior Tec-

nico Europeo Femminile 2025 per la

sua capacità di valorizzare le atlete

ai massimi livelli. Due storie diverse

per ruolo e percorso, ma unite dallo

stesso filo: la mentalità di chi non si

Dalla Campania ai vertici europei

Gennaro Pirelli e Antonio Ciano si raccontano

di Antonio Romano | foto di Emanuele Di Feliciantonio, IJF Gallery

accontenta e guarda sempre al passo

successivo. In questa doppia inter-

vista, entrambi raccontano emozio-

ni, sfide e prospettive, offrendo uno

spaccato autentico sul judo italiano

che vince.

Gennaro Pirelli

Genny, campione d’Europa. Che ef-

fetto fa sentirlo dire?

Ancora oggi è un’emozione incredi-

bile. Da piccolo sognavo di diventare

campione d’Europa e oggi, finalmen-

te, uno dei tanti sogni si è avverato.

Sentirlo dire dagli altri fa sempre un

bellissimo effetto.

Hai già realizzato quello che hai

fatto oppure deve ancora arrivare

il momento in cui capirai davvero

l’impresa?

Sì, credo di aver realizzato, anche

perché appena sono tornato da Tbi-

lisi e sono rientrato in palestra, la pri-

ma cosa che mi è stata detta è stata:

“Guardiamo avanti, guardiamo ai

prossimi obiettivi”. È stata un’emo-

zione fortissima, ma questo per me è

solo l’inizio.

In finale hai battuto l’olandese Si-

meon Katrijn dopo una sfida inten-

sa. Cosa hai provato mentalmente

durante quell’incontro?

È stato un incontro molto combat-

tuto, probabilmente il più difficile dal

punto di vista mentale e psicologico,

perché volevo assolutamente porta-

re a casa l’oro e non volevo sbagliare.

Quando è arrivata la terza sanzione

ho provato un mix di emozioni: so-

prattutto la sensazione di avercela

fatta. In quel momento non riuscivo

ancora a realizzare davvero il risulta-

to ottenuto. È stata più una battaglia

mentale che fisica.

Qual è stato il momento in cui hai

capito che l’oro poteva essere tuo?

Dal secondo incontro. È stato lì che

ho capito che quella poteva essere la

mia giornata. Mi sentivo bene fisica-

mente, avevo energie e ottime sen-

sazioni.

Arrivi da due bronzi europei con-

secutivi. Quanto ti hanno aiutato

queste medaglie nella costruzione

di questo oro?