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DALLE REGIONI: CAMPANIA
Gennaro Pirelli, campione europeo 2026,
e Antonio Ciano, miglior tecnico euro-
peo femminile 2025, raccontano traguar-
di, sacrifici e ambizioni: due volti del judo
italiano – e campano - che vince
li Europei di judo 2025-
2026 hanno consegnato
all’Italia due protago-
nisti assoluti, ognuno
dei quali ha scritto una
pagina importante per il movimento
nazionale. Il primo è Gennaro Pirelli,
judoka napoletano che ha conquista-
to l’oro continentale nella categoria
-100 chilogrammi dopo due bronzi
consecutivi, compiendo il salto defi-
nitivo verso la vetta del judo europeo.
Il secondo è Antonio Ciano, tecnico
delle Fiamme Gialle e della nazionale
italiana, premiato come Miglior Tec-
nico Europeo Femminile 2025 per la
sua capacità di valorizzare le atlete
ai massimi livelli. Due storie diverse
per ruolo e percorso, ma unite dallo
stesso filo: la mentalità di chi non si
Dalla Campania ai vertici europei
Gennaro Pirelli e Antonio Ciano si raccontano
di Antonio Romano | foto di Emanuele Di Feliciantonio, IJF Gallery
accontenta e guarda sempre al passo
successivo. In questa doppia inter-
vista, entrambi raccontano emozio-
ni, sfide e prospettive, offrendo uno
spaccato autentico sul judo italiano
che vince.
Gennaro Pirelli
Genny, campione d’Europa. Che ef-
fetto fa sentirlo dire?
Ancora oggi è un’emozione incredi-
bile. Da piccolo sognavo di diventare
campione d’Europa e oggi, finalmen-
te, uno dei tanti sogni si è avverato.
Sentirlo dire dagli altri fa sempre un
bellissimo effetto.
Hai già realizzato quello che hai
fatto oppure deve ancora arrivare
il momento in cui capirai davvero
l’impresa?
Sì, credo di aver realizzato, anche
perché appena sono tornato da Tbi-
lisi e sono rientrato in palestra, la pri-
ma cosa che mi è stata detta è stata:
“Guardiamo avanti, guardiamo ai
prossimi obiettivi”. È stata un’emo-
zione fortissima, ma questo per me è
solo l’inizio.
In finale hai battuto l’olandese Si-
meon Katrijn dopo una sfida inten-
sa. Cosa hai provato mentalmente
durante quell’incontro?
È stato un incontro molto combat-
tuto, probabilmente il più difficile dal
punto di vista mentale e psicologico,
perché volevo assolutamente porta-
re a casa l’oro e non volevo sbagliare.
Quando è arrivata la terza sanzione
ho provato un mix di emozioni: so-
prattutto la sensazione di avercela
fatta. In quel momento non riuscivo
ancora a realizzare davvero il risulta-
to ottenuto. È stata più una battaglia
mentale che fisica.
Qual è stato il momento in cui hai
capito che l’oro poteva essere tuo?
Dal secondo incontro. È stato lì che
ho capito che quella poteva essere la
mia giornata. Mi sentivo bene fisica-
mente, avevo energie e ottime sen-
sazioni.
Arrivi da due bronzi europei con-
secutivi. Quanto ti hanno aiutato
queste medaglie nella costruzione
di questo oro?