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odette giuffrida:
oltre il mito delle 20 medaglie
L’atleta, la donna, lo stile di vita
testo e foto di Emanuele Di Feliciantonio
IL PERSONAGGIO
La campionessa azzurra si racconta
tra longevità sul tatami, la fedeltà alla
categoria -52 kg e quell’amore viscerale
per i viaggi zaino in spalla
dette, la tua bache-
ca parla chiaro: hai
superato lo straor-
dinario
traguardo
delle 20 medaglie
nel circuito IJF World Judo Tour.
si vive ad altissimi livelli sapendo
che, statisticamente, ogni volta
che sali sul tatami hai l’80% di pos-
sibilità di portare a casa una meda-
glia? Ci pensi mai quando gareggi?
In realtà per me è sempre come se
fosse la prima gara. Mi porto dietro
tutto ciò che ho imparato negli anni,
specialmente la capacità di gestire la
pressione o quei giorni in cui ti sve-
gli e pensi: “Mamma mia, oggi pro-
prio non sto bene”. Ho imparato a
parlarmi, sono cresciuta e so come
gestire il mio corpo e la mia testa.
Però, quando affronto una competi-
zione, non penso mai alle altre venti
medaglie passate: per me è sempre
una gara nuova, una sfida a sé. Forse
il segreto è proprio questo: azzerare
tutto. Non salgo sul tatami pensan-
do “ho vinto un Mondiale” o “ho una
medaglia olimpica”. Ogni volta si ri-
parte da zero.
Parliamo del tuo rapporto con la
categoria di peso. Nel 2013, agli
Europei di Budapest, sei arriva-
ta quinta ed è lì che l’ambiente ha
Questo non è solo sinonimo di ta-
lento, ma di una longevità ad altis-
simi livelli che pochissimi atleti al
mondo possono vantare. Quando
guardi questo numero, cosa vedi?
C’è una medaglia a cui sei legata in
modo speciale o ognuna rappre-
senta qualcosa di unico?
Allora, premetto che non sono un’at-
leta che guarda molto i numeri; in-
fatti, ogni volta che me lo chiedono,
non so bene cosa rispondere. Per
me ogni medaglia e ogni
gara ha una storia a sé,
quindi ognuna è spe-
ciale e ha sempre un
significato
dietro.
C’è la medaglia che
arriva dopo un pe-
riodo di infortunio
e quella che nasce
da un momento più
particolare o difficile.
Di conseguenza tutto
— tutte e venti le medaglie,
ma anche i momenti in cui non
sono riuscita a salire sul podio
— è stato fondamentale per
arrivare fin qui. E spero ancora
(ride) di aumentare questo nu-
mero! Alla fine non guardo mai
le cifre, ma le emozioni che ogni
singola medaglia mi ha regalato.
Parlando
invece
di
costan-
za: come