Maggio/Giugno 2026

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odette giuffrida:

oltre il mito delle 20 medaglie

L’atleta, la donna, lo stile di vita

testo e foto di Emanuele Di Feliciantonio

IL PERSONAGGIO

La campionessa azzurra si racconta

tra longevità sul tatami, la fedeltà alla

categoria -52 kg e quell’amore viscerale

per i viaggi zaino in spalla

dette, la tua bache-

ca parla chiaro: hai

superato lo straor-

dinario

traguardo

delle 20 medaglie

nel circuito IJF World Judo Tour.

si vive ad altissimi livelli sapendo

che, statisticamente, ogni volta

che sali sul tatami hai l’80% di pos-

sibilità di portare a casa una meda-

glia? Ci pensi mai quando gareggi?

In realtà per me è sempre come se

fosse la prima gara. Mi porto dietro

tutto ciò che ho imparato negli anni,

specialmente la capacità di gestire la

pressione o quei giorni in cui ti sve-

gli e pensi: “Mamma mia, oggi pro-

prio non sto bene”. Ho imparato a

parlarmi, sono cresciuta e so come

gestire il mio corpo e la mia testa.

Però, quando affronto una competi-

zione, non penso mai alle altre venti

medaglie passate: per me è sempre

una gara nuova, una sfida a sé. Forse

il segreto è proprio questo: azzerare

tutto. Non salgo sul tatami pensan-

do “ho vinto un Mondiale” o “ho una

medaglia olimpica”. Ogni volta si ri-

parte da zero.

Parliamo del tuo rapporto con la

categoria di peso. Nel 2013, agli

Europei di Budapest, sei arriva-

ta quinta ed è lì che l’ambiente ha

Questo non è solo sinonimo di ta-

lento, ma di una longevità ad altis-

simi livelli che pochissimi atleti al

mondo possono vantare. Quando

guardi questo numero, cosa vedi?

C’è una medaglia a cui sei legata in

modo speciale o ognuna rappre-

senta qualcosa di unico?

Allora, premetto che non sono un’at-

leta che guarda molto i numeri; in-

fatti, ogni volta che me lo chiedono,

non so bene cosa rispondere. Per

me ogni medaglia e ogni

gara ha una storia a sé,

quindi ognuna è spe-

ciale e ha sempre un

significato

dietro.

C’è la medaglia che

arriva dopo un pe-

riodo di infortunio

e quella che nasce

da un momento più

particolare o difficile.

Di conseguenza tutto

— tutte e venti le medaglie,

ma anche i momenti in cui non

sono riuscita a salire sul podio

— è stato fondamentale per

arrivare fin qui. E spero ancora

(ride) di aumentare questo nu-

mero! Alla fine non guardo mai

le cifre, ma le emozioni che ogni

singola medaglia mi ha regalato.

Parlando

invece

di

costan-

za: come