Athlon Maggio/Giugno

Periodico della FIJLKAM N.° 3 MAGGIO/GIUGNO 2026 - ANNO 44°

FORZA DOPPIA

L'EUROPA SI TINGE

D'AZZURRO

4

Video - editoriale del Presidente

di Giovanna Grasso

5

In questo numero...

di Giovanna Grasso

IL RACCONTO SPORTIVO

6

Lotta: Simone Piroddu, il ritorno

di Saverio Cambiotti

10

Karate: L’Italia del Karate è regina d’Europa

di Saverio Cambiotti

14

Lotta: Cinque medaglie per due Europei

di Saverio Cambiotti

18

Lotta: Stintino capitale del Beach Wrestling

di Marco Reccia

20

Grappling: Sei volte sul podio a Yerevan

di Saverio Cambiotti

22

Judo: i Carabinieri vincono doppio

di Carola Paissoni

24

Ju Jitsu: Ju Jitsu in tricolore

di Saverio Cambiotti

26

BJJ: La carica dei duemila

di Saverio Cambiotti

L’EVENTO

28

Judo: Ostia crocevia del Judo Mondiale

di Carola Paissoni

IL PERSONAGGIO

30

Odette Giuffrida: oltre il mito delle 20 medaglie

di Emanuele Di Feliciantonio

DALLE REGIONI

32

Campania: Dalla Campania ai vertici europei

di Antonio Romano

36

Puglia: Aikido alla conquista delle scuole

di Stefano Coropulis

37

Marche: Campioni sul tatami, valori nella vita

di Lorenzo Castricini

38

Liguria: Il Judo come ponte per l’inclusione

di Marzia Acquilino

FIJLKAM COMMUNITY

40

Psicologia dello sport: Se non ti sfidi non ti fidi

di Marco Pacifico

42

MGA: Violenze in sanità

di Giuseppe Fontana

44

Il futuro dello sport è sostenibile

di Emanuele Di Feliciantonio

FORMAZIONE

46

Preparatori fisici negli sport di combattimento

di Renato Manno

58

Il futuro del Judo italiano sul tatami di Ostia

di Stefano Stefanel

STORIA

50

Donne in lotta pt.3

di Livio Toschi

Periodico fondato nel 1982 da Matteo Pellicone

Direttore editoriale Giovanni Morsiani

Direttrice responsabile Giovanna Grasso

Comitato di redazione Giovanni Morsiani, Giovan-

na Grasso, Massimiliano Benucci, Antonio Romano,

Stefano Stefanel, Livio Toschi

Progetto e impaginazione Ilaria Restaneo

Hanno collaborato Marzia Acquilino, Saverio Cam-

biotti, Lorenzo Castricini, Stefano Coropulis, Ema-

nuele Di Feliciantonio, Giuseppe Fontana, Giovanna

Grasso, Renato Manno, Marco Pacifico, Carola Pais-

soni, Marco Reccia, Antonio Romano, Simone Satta,

Stefano Stefanel, Livio Toschi

Servizi fotografici Kadir Calisan/UWW, Alessio Da-

lerci, Francesco Della Manna, Emanuele Di Felicianto-

nio, IJF Gallery, Damiano Rizzelli, Archivio Toschi

Videomakers Antonino Ceravolo, Ilaria Restaneo,

Federico Vitale

Periodico della FIJLKAM n.3 Maggio/Giugno 2026

Autorizzazione Tribunale di Roma n.3418 dell’11.08.1953

Iscrizione

al

R.O.C

n.7498

del

29.08.2011

l’editOriale del presidente

Intervista di Giovanna Grasso

Ascolta e guarda l’editoriale del presidente FIJLKAM Giovanni Morsiani

L’EDITORIALE DEL PRESIDENTE

Europei di Karate: la prestazione eccezionale dell’Italia, prima nel medagliere

le MMA Amatoriali entrano di diritto nella famiglia FIJLKAM

la FIJLKAM ha ottenuto la certificazione ISO 20121: come si conciliano gli eventi federali con la sostenibilità am-

bientale

Le cronache, i racconti, le immagini

del nuovo numero di Athlon, riassun-

ti dalla Direttrice responsabile

ra maggio e giugno il ca-

lendario federale ha viag-

giato a ritmi serrati, tra

Europei, campionati ita-

liani e iniziative sul terri-

torio.

Athlon racconta un periodo denso di

appuntamenti, in cui i risultati sportivi

si intrecciano con le storie di chi, ogni

giorno, lavora per far crescere le no-

stre discipline: dai tatami europei alle

palestre delle Regioni, fino ai progetti

che usano lo sport come strumento

di inclusione.

L’editoriale del Presidente apre il

numero con lo sguardo ai grandio-

si risultati europei del karate per poi

passare all’ultimo acquisto in casa

FIJLKAM: le MMA Amatoriali e infine

illustrare le ricadute che la certifica-

zione ISO 20121 e la sostenibilità am-

bientale degli eventi federali avranno

per il nostro mondo.

Il racconto sportivo pone in risalto

i grandi risultati europei di karate e

lotta con interviste esclusive che fa-

ranno entrare il lettore nel vivo delle

competizioni. Sguardo anche agli Eu-

ropei giovanili di lotta U17 e U15. Spa-

zio anche al beach wrestling, con la

21ª edizione del Torneo internaziona-

le Sardinia, e al grappling, protagoni-

sta degli Europei di Yerevan. Comple-

tano la sezione i Campionati Italiani a

squadre di judo, i Campionati Italiani

di classe di Ju Jitsu e il Campionato

Italiano/Italian BJJ Open.

L’evento ci porta a Ostia, dove rac-

contiamo il training camp dei cam-

pioni di judo: una settimana di lavoro

intenso che ha riunito gli atleti di ver-

tice della nazionale.

Il personaggio del numero è Odette

Giuffrida, judoka simbolo della nostra

disciplina: un ritratto della “decana”

che ripercorre una carriera fatta di

costanza e passione e che va oltre il

numero 20 (medaglie).

Dalle Regioni arrivano le storie del

territorio: dalla Puglia il progetto di

aikido nelle scuole, dalla Campania

la doppia intervista ad Antonio Ciano

e Gennaro Pirelli, dalle Marche il rac-

conto del judo al Panathlon Club, dal-

la Liguria la festa di Genova Voltri per

l’evento finale di “Katautism”.

La sezione FIJLKAM Community af-

fronta temi di attualità e approfondi-

mento: la formazione MGA contro le

violenze in sanità, la psicologia dello

sport con la riflessione su come co-

struire l’autoefficacia, e l’impegno

della Federazione sulla sostenibilità

ambientale degli eventi. Non man-

ca, come sempre, lo sportello fiscale

a disposizione dei lettori per le loro

domande.

Nella formazione trova spazio il cor-

so per alti gradi e il corso per prepa-

ratori fisici, oltre a un focus sul catalo-

go formativo federale.

La Storia chiude il numero con il terzo

capitolo di “Donne in lotta”, il raccon-

to a puntate dedicato alle protagoni-

ste della nostra disciplina.

Occhio al calendario interdisciplinare

e alle prossime proposte formative.

In questo numero

di Giovanna Grasso

E come da tradizione: buona lettura!

Argomenti da proporre? Curiosità da

soddisfare? Errori da segnalare?

CONTATTA LA REDAZIONE

redazione.athlon@fijlkam.it

Dopo i successi giovanili e un periodo

complicato, Simone Piroddu torna sul

podio europeo seniores: bronzo a Tirana

nei 61 kg di lotta libera. Il lottatore sassa-

rese dell’Esercito racconta la rinascita

er Simone Piroddu, il bron-

zo conquistato agli Europei

seniores di Tirana nei 61 kg

dello stile libero ha avuto un

peso diverso dagli altri risul-

tati della sua carriera.

Non soltanto perché si tratta della

prima medaglia europea seniores,

arrivata dopo anni di podi interna-

zionali nelle categorie giovanili, ma

soprattutto perché interrompe un

periodo complicato, segnato da in-

fortuni, operazioni e stagioni senza

risultati.

A Tirana, il lottatore sassarese ha

chiuso il torneo vincendo prima il ri-

pescaggio contro il tedesco Niklas

Stechele e poi la finale per il bronzo

contro l’azero Nurradin Novruzov,

battuto per schienamento con il pun-

teggio di 11-8, al termine di uno degli

incontri più spettacolari della rasse-

gna continentale.

Classe 2002, cresciuto all’Athlon Sas-

sari nella società fondata dal nonno

Vincenzo e allenato dal padre Mario,

Piroddu è stato uno dei riferimenti

della lotta italiana a livello giovanile,

con medaglie europee e mondiali tra

le categorie U15, U17, U20 e U23, oltre

a cinque titoli italiani assoluti.

Con lui abbiamo parlato della meda-

glia di Tirana, del passaggio al livello

senior, degli infortuni degli ultimi

anni e del lavoro internazionale della

nazionale azzurra.

Che significato ha per te questo

bronzo europeo, anche alla luce

SIMONE PIRODDU, il ritorno

Il bronzo europeo che riaccende la sua corsa

di Saverio Cambiotti - foto di Kadir Caliskan / UWW

IL RACCONTO SPORTIVO LOTTA

del percorso che ti ha portato fin

qui?

Questa medaglia è molto importante

perché è arrivata in un periodo par-

ticolare della mia carriera sportiva,

un momento in cui ero un po’ giù di

morale e pieno di incertezze. Venivo

da un brutto infortunio subito a fine

2023 e, nei due anni successivi, il 2024

e il 2025, non ero riuscito a portare a

casa nessuna medaglia. Era una situa-

zione difficile per me, dato che ero

abituato a salire sul podio ogni anno

da quando avevo quindici anni. Per

questo motivo mi sentivo bloccato e

in difficoltà, ma questo bronzo ha ri-

acceso la mia fiamma.

La finale per il bronzo è stata mol-

to combattuta, con tanti punti da

una parte e dall’altra, poi la chiu-

sura per schienamento. È un tipo

di incontro che ti rappresenta?

Sì, riconosco di avere uno stile di lot-

ta piuttosto scenico, che però a vol-

te mi porta a perdere troppi punti;

di conseguenza mi trovo costretto

a fare molto «show» per cercare di

recuperare lo svantaggio. Ci tengo

ad aggiungere che ora sto cercando

di cambiare il mio stile. L’obiettivo è

adeguarlo al livello mondiale senio-

res, un contesto che non permette

alcun tipo di errore, che costa ca-

rissimo in termini di punteggio. Sto

lavorando per evitare di disperdere

energie e tempo, cercando di rima-

nere molto più compatto.

Il tuo percorso è stato segnato an-

che da diversi infortuni negli ulti-

mi anni. Quanto è stato difficile,

soprattutto mentalmente, tornare

ogni volta e riuscire comunque a

crescere fino a questo risultato?

Ho dovuto affrontare qualche ope-

razione: prima del Mondiale senior

mi sono dovuto operare a tre denti

e, subito dopo il Mondiale, ho subìto

un intervento alla gamba. L’anno

successivo, purtroppo, ho avuto una

nuova lesione nello stesso punto in

cui ero stato operato, e questo mi

ha costretto a saltare gli europei se-

niores. Non è stato per niente facile.

Tuttavia, questa situazione è diven-

tata uno stimolo per andare avanti e

dimostrare a tutti e a me stesso che,

davia, Romania, Polonia, Armenia e

Georgia. Si parte per due o tre set-

timane e, ogni tanto, nei periodi più

lontani dalle gare, facciamo un breve

blocco di preparazione atletica per

risistemare il fisico.

Questa medaglia rappresenta un

punto d’arrivo importante, ma an-

che un nuovo punto di partenza.

Con quale consapevolezza guardi

adesso ai prossimi appuntamenti

internazionali?

Sicuramente è cambiato il mio ap-

proccio verso gli impegni e le gare

seniores a livello internazionale.

Devo essere onesto: prima di questo

bronzo non mi sarei mai aspettato di

riuscire a conquistare una medaglia

così importante. È stata del tutto ina-

spettata. Ora, però, sono molto più

sicuro di me stesso e ho una grande

voglia di mettermi alla prova, per ve-

dere se riesco ad arricchire ancora di

più il mio palmarès.◆

IL RACCONTO SPORTIVO LOTTA

nonostante questi problemi, potevo

farcela comunque.

Nel racconto della vostra prepa-

razione tornano spesso i raduni

e il lavoro all’estero. Quanto con-

ta oggi questo tipo di attività nel

percorso della nazionale?

A livello di allenamento e prepara-

zione fisica non è cambiato molto.

Abbiamo una routine ben strutturata

che funziona: facciamo molte tra-

sferte all’estero in paesi come Mol-

10

Sette ori e record storico agli Europei se-

niores di Francoforte. Il direttore tecnico

nazionale Luca Valdesi racconta una spe-

dizione azzurra da sogno, tra lavoro di

squadra, gestione mentale e continuità

di risultati.I

l karate internazionale ha fatto

tappa a Francoforte per i cam-

pionati europei seniores, appun-

tamento centrale della stagione

continentale che ha riunito i mi-

gliori specialisti del kata, del kumite e

del parakarate.

Per l’Italia è stata una rassegna da pro-

tagonista assoluta: primo posto nel

medagliere con sette ori, un argento

e un bronzo, di cui tre titoli conqui-

stati nelle competizioni a squadre su

quattro disponibili.

L’ITALIA DEL KARATE é REGINA D’EUROPA

Sette titoli continentali e record azzurro nel medagliere

di Saverio Cambiotti | foto di Francesco Della Manna

A laurearsi campioni nell’individuale

sono stati Terryana D’Onofrio nel kata

femminile, Matteo Avanzini nei +84

kg, Clio Ferracuti nei +68 kg e Luca

Maresca nei 67 kg. Nel kata maschile

è arrivato inoltre l’argento di Alessio

Ghinami, mentre Erminia Perfetto ha

chiuso con il bronzo nei 50 kg.

Straordinario anche il rendimento

delle squadre: oro per il kata maschi-

le, tornato sul tetto d’Europa a quat-

tordici anni dall’ultimo titolo conti-

nentale, oro per il kumite maschile

— al terzo successo europeo conse-

cutivo — e oro per il kata femminile.

Nel parakarate, infine, l’Italia ha por-

tato a casa due titoli continentali con

Mattia Allesina e Federica Yakyma-

shko, un argento con Patrick Buwalda

e due bronzi grazie a Daniele Alfonsi

e Pietro Merlo. Risultati che hanno

permesso agli azzurri di chiudere al

primo posto anche nel medagliere

del parakarate.

Il bilancio tecnico della spedi-

zione azzurra passa allora dalle

parole del direttore tecnico na-

zionale Luca Valdesi, tra emo-

zioni, lavoro di squadra e lettura

di un europeo destinato a restare

nella storia del karate italiano.

Hai detto che questa è storia e i

numeri parlano chiaro. Ma cosa

si prova a vedere questi ragazzi

trionfare in ogni specialità?

È stato davvero emozionante: giorno

dopo giorno, durante le eliminatorie,

ci rendevamo conto che continuava-

mo a fare bene e ad arrivare in finale,

e si è creato un ambiente euforico da

parte di tutti. Arrivare in finale è diffi-

cile, vincerla forse lo è ancora di più.

C’è il giorno delle qualifiche, poi le

finali del sabato e della domeni-

ca: tutta una serie di situazioni

IL RACCONTO SPORTIVO KARATE

Matteo Avanzini

Clio Ferracuti

11

IL RACCONTO SPORTIVO KARATE

IL MEDAGLIERE AZZURRO

quattordici anni, e l’ultima

volta sul tatami c’eri tu. Da di-

rettore tecnico, che sensazio-

ne ti ha dato rivedere quell’oro

tornare in Italia?

Forse tra tutte le finali questa è

stata la più emozionante per me.

Conoscevo il percorso di questi

ragazzi e sapevo da quanto tem-

po l’Italia non riuscisse a domina-

re nel kata, che per tanti anni è

stata la nostra terra di conquista. I

se in pratica perfettamente. Anche

con loro la programmazione è stata

diversa dal solito: ci siamo visti molto

di più, abbiamo dedicato tanto tem-

po al lavoro a squadre e tutto questo

impegno ha portato i frutti sperati.

La squadra maschile di kumite ha

conquistato il terzo titolo europeo

consecutivo. La continuità, negli

sport da combattimento, è forse la

Kata a Squadre

Squadra Femminile

Squadra Maschile

Kumite a Squadre

Squadra Maschile

Parakarate

Federica Yakymashko

Mattia Allesina

Patrick Buwalda

Daniele Alfonsi

Pietro Merlo

Kata Individuale

Terryana D’Onofrio

Alessio Ghinami

Kumite Individuale

-67kg Luca Maresca

+68kg Clio Ferracuti

+84kg Matteo Avanzini

-50kg Erminia Perfetto

che devono andare bene, conside-

rando che l’avversario che incontri è

il più forte del torneo. Ogni finale vin-

ta aumentava le emozioni e l’euforia

di tutta la squadra. Abbiamo creato

davvero un gruppo fantastico: già a

Ostia avevo notato che eravamo nella

condizione giusta.

Negli anni scorsi, specialmente

agli Europei, siete sempre stati lì,

avete fatto tante finali, arrivava-

te primi per numero complessivo

di medaglie ma non riuscivate ad

andare fino in fondo. Quest’anno

qualcosa si è sbloccato: avete vin-

to quasi tutte le semifinali e quasi

tutte le finali. Su cosa avete lavo-

rato? Quanto conta, ad alto livello,

la gestione mentale rispetto alla

sola preparazione tecnica?

Abbiamo modificato la programma-

zione per avvicinarci a queste gare:

abbiamo preferito vederci più spes-

so, anche se per poco tempo alla

volta — una o due volte al mese —

con raduni che ci hanno permesso di

costruire un gruppo più coeso, che

si conoscesse meglio e capisse le ri-

chieste dei tecnici. Questo è stato il

punto di partenza. Abbiamo poi po-

tuto contare su atleti maturi, ai quali

abbiamo aggiunto nuove leve sia nel

kata che nel kumite, integrate subito

alla grande nel gruppo. Già dal ritiro

tutto andava nel migliore dei modi ed

eravamo tutti molto ottimisti; proba-

bilmente questa sicurezza ha portato

i ragazzi ad affrontare le finali con

maggiore determinazione e consa-

pevolezza.

Nel kata maschile a squadre l’Ita-

lia torna campione d’Europa dopo

ragazzi della squadra hanno sfruttato

quasi tutte le risorse federali: hanno

avuto modo di allenarsi con Alfredo

Tocco, Fulvio Sole, Daniela Berretto-

ni, soprattutto con Cinzia Colaiaco-

mo, e con me in diverse occasioni.

Hanno ricevuto input da quasi tutti i

tecnici federali del kata, e sono stati

bravi nel gestire questi cambiamen-

ti e nel recepire indicazioni che, pur

sempre leggermente diverse perché

legate alla persona, sono state mes-

Federica Yakymashko

12

cosa più difficile: qual è il segreto

di questa stabilità?

La squadra maschile è ormai la squa-

dra da battere, quantomeno a livello

europeo: tre titoli di fila sono un re-

cord. Prima di adesso avevamo vinto

un solo Europeo, nel 1994, soltanto

uno in cinquant’anni di storia del ka-

rate, e adesso siamo riusciti a vincer-

ne tre consecutivi. Questo testimo-

nia la bravura dei ragazzi, l’abilità dei

tecnici e — mi prendo qualche me-

rito — la bontà della programmazio-

ne e delle metodiche di allenamento

che condividiamo sempre con lo staff

prima di ogni sessione. Tutto questo

percorso fatto insieme, con un inve-

stimento di tempo, energia e volontà

non indifferente, continua a portare

frutti. I ragazzi sono stati straordinari

e ci auguriamo che possano conti-

nuare così.

A Francoforte l’Italia ha chiuso con

sette ori su sedici categorie se-

niores. Ti aspettavi un Europeo di

queste dimensioni o anche dentro

la squadra c’è stata la percezione

di aver fatto qualcosa fuori dall’or-

dinario?

Prima della gara avevamo la certezza

di essere ben preparati; sapevamo di

essere pronti per andare a medaglia e

che avremmo potuto prenderne an-

che sedici. Poi è chiaro che ogni gara

fa storia a sé: la bravura da sola non

basta, ci vogliono il talento e la ca-

pacità di far allineare tutto nel verso

giusto. Come dicevo, ogni finale vinta

ci dava maggiore consapevolezza e

determinazione. Il gruppo così unito

ha fatto il resto: lo dico sempre, an-

che durante gli allenamenti l’energia

di ognuno viene messa in condivisio-

ne e questo dà una forza incredibile a

tutta la squadra.

Hai un’immagine, un’emozione,

qualcosa che ti ha colpito in ma-

niera particolare durante questa

splendida rassegna?

A fine gara abbiamo tutti percepito le

reali dimensioni di quello che aveva-

mo fatto e abbiamo festeggiato insie-

me. La cosa che mi ha colpito di più è

stata la gioia condivisa. Il gruppo era

davvero affiatato: tra kata, kumite e

parakarate eravamo una squadra uni-

ca che ha gioito dall’inizio alla fine,

supportando i compagni durante tut-

ti i giorni di gara. Vedere anche chi

non è riuscito a prendere una meda-

glia gioire sinceramente per la vitto-

ria dei propri compagni è il risultato

più grande di questa trasferta, ed è

una cosa che ha fatto enormemente

piacere a me e a tutti i tecnici.◆

IL RACCONTO SPORTIVO KARATE

13

IL RACCONTO SPORTIVO KARATE

Terryana D’Onofrio

14

L’intervista al presidente della Commis-

sione Nazionale Attività Giovanile della

lotta, Filippo Gargaglia, per tracciare il bi-

lancio della gara e analizzare le prospet-

tive di un movimento giovanile vivace e

vincenteA

poche settimane di di-

stanza l’uno dall’altro,

gli Europei U17 e U15 di

lotta olimpica hanno of-

ferto indicazioni molto

positive per il movimento giovanile

azzurro. Entrambe le rassegne conti-

nentali si sono disputate a Samokov,

in Bulgaria, nel mese di maggio.

Nel complesso, l’Italia ha conquista-

to cinque medaglie. Agli Europei U17

sono arrivati i bronzi di Nicolas De

Grecis nella greco romana e di Ste-

fano Garcia Valdes nello stile libero,

oltre ai quinti posti di Sara Servedio e

Michael Baggiani. Nella rassegna U15,

invece, Rebecca Mangano si è laure-

ata campionessa europea, Michelle

Cecca ha conquistato il bronzo e Da-

vide Servedio l’argento nella greco

romana. Stella Pasca e Nicola Sedici-

na si sono infine piazzati quinti, dopo

due ottimi percorsi.

Due settimane intense, nelle quali la

squadra azzurra ha mostrato compe-

titività in tutte le specialità olimpiche

e diversi atleti sono arrivati a giocarsi

il podio continentale.

Per approfondire il significato di que-

sti risultati e il lavoro che il settore

giovanile sta portando avanti negli

ultimi anni, abbiamo intervistato il

presidente della Commissione Na-

zionale Attività Giovanile della lotta,

Filippo Gargaglia.

Cinque medaglie, tra cui un titolo,

tra Europei U17 e U15: che tipo di

CINQUE MEDAGLIE PER DUE EUROPEI

Il punto sulla lotta giovanile dopo i successi di Samokov

di Saverio Cambiotti | foto di Kadir Caliskan / UWW

IL RACCONTO SPORTIVO LOTTA

segnale rappresentano oggi per il

settore giovanile della lotta italia-

na?

Sono sicuramente un risultato ec-

cezionale. Credevamo nella nostra

squadra, sia U15 che U17, già prima

delle competizioni; avevamo lavo-

rato praticamente da subito dopo i

campionati italiani di categoria fino al

giorno prima dell’Europeo con con-

tinuità, e sapevamo che le nostre ra-

gazze e i nostri ragazzi avevano quali-

tà importanti per poter dire la loro in

campo internazionale. E sono arrivati

dei successi incredibili.

La cosa che però più di tutto ci ha

reso orgogliosi è che tutti i ragazzi si

sono dimostrati competitivi: anche

chi non è riuscito ad arrivare in zona

medaglia, comunque sia, ha espresso

dei valori importanti e ha dimostra-

to che il movimento italiano sta cre-

scendo in toto.

Tutti gli stili hanno avuto una qualità

tecnica importante, ma soprattutto

tutti i ragazzi hanno avuto un atteg-

giamento in gara veramente ecce-

zionale. Hanno dimostrato grande

caparbietà, una grande voglia di far

bene e, soprattutto, di non teme-

re un palcoscenico così importante

come quello europeo.

Si sta facendo molto lavoro condi-

viso tra collegiali, tecnici federali e

società. Quanto conta oggi questa

continuità nel percorso dei ragaz-

zi?

Questa domanda è senza dubbio

molto interessante, perché il lavoro

che stiamo svolgendo come Federa-

zione è di fondamentale importan-

za. I momenti di confronto stanno

aumentando e stiamo cercando di

creare un’attività nazionale di livello,

organizzando dei camp sul territorio

italiano, ovvero dei collegiali aperti

15

anche a nazioni straniere. Per esem-

pio, ad aprile siamo riusciti ad orga-

nizzare un camp con tutti i campioni

italiani U17 e U20, al quale hanno par-

tecipato anche diverse nazioni stra-

niere come Svezia, Monaco, Germa-

nia e altre ancora.

Questo si sposa in maniera ottima

con il lavoro che stanno svolgendo i

club, perché negli ultimi anni hanno

cominciato a creare un’attività inter-

nazionale andando spesso all’este-

ro e partecipando a competizioni e

collegiali internazionali, ma anche

con l’attività che viene organizzata in

generale sul territorio grazie ai camp

che vengono distribuiti durante l’an-

no e ad attività federali come, per

esempio, il progetto “Casa Italia”.

Tutto questo movimento e tutta que-

sta attività permettono ai ragazzi e

alle ragazze di fare esperienza duran-

te tutto l’anno. La nostra struttura fe-

derale crede che, attraverso la conti-

nuità e questi momenti di confronto,

i ragazzi possano maturare un’espe-

rienza in grado di portare a dei risul-

tati importanti.

ciò, abbiamo avuto atleti che si sono

giocati la medaglia fino all’ultimo e il

bottino poteva addirittura essere più

ampio. Questo vuol dire che i nostri

ragazzi, in tutti e tre gli stili, stanno

raggiungendo una maturità interna-

zionale importante, e credo che que-

sto sia uno dei nostri punti forti.

Allargare la base sarebbe senza dub-

bio uno degli obiettivi più importan-

ti che la Federazione si deve porre.

Proprio in virtù di questo, quest’anno

abbiamo iniziato un progetto molto

interessante, che è quello di aprire i

collegiali delle nazionali giovanili an-

che agli atleti dei club. Questo ci con-

sente, innanzitutto, di lavorare su una

base maggiore, monitorando la cre-

scita di tutti gli atleti sul territorio, ma

soprattutto ci permette di dare degli

spunti di crescita a tutti i ragazzi e a

tutti gli allenatori dei club.

Sicuramente, nella seconda parte

della stagione e anche negli anni a

venire, manterremo questo format

perché, insieme alla direzione tecni-

ca, abbiamo valutato che è estrema-

mente positivo.

I giovani atleti affrontano oggi

un’attività internazionale sempre

più precoce e intensa. Come è cam-

biato il lavoro della CNAG negli ul-

timi anni?

Quello che posso dire è che il nostro

obiettivo deve essere quello di creare

il maggior numero di appuntamenti

per tutti i ragazzi: quest’anno siamo

riusciti a organizzare delle attività su-

bito dopo ogni campionato italiano.

Perciò, dopo i campionati U15 e U17,

abbiamo creato dei collegiali; lo ab-

biamo fatto prima degli Europei, e tra

il campionato italiano e la rassegna

continentale abbiamo avuto ulteriori

momenti di confronto con altri col-

legiali. Addirittura, i ragazzi che sono

riusciti a vincere sia il titolo U15 che

l’U17, in pochi mesi hanno fatto circa

cinque settimane di ritiro, e questo è

IL RACCONTO SPORTIVO LOTTA

IL MEDAGLIERE AZZURRO

Europei U17

-71kg - GR - Nicolas De Grecis

-60kg - SL - Stefano Garcia Valdes

Europei U15

-54kg Rebecca Mangano

-48kg - GR - Davide Servedio

-46kg Michelle Cecca

In Bulgaria sono arrivati risulta-

ti in tutte le specialità olimpiche.

Quanto è importante riuscire ad

allargare la base mantenendo

competitività internazionale?

Sì, sono arrivati i risultati e le meda-

glie in tutti e tre gli stili. Ci tengo an-

che a dire una cosa: è vero che noi

vediamo e mettiamo il focus sulle

medaglie, ma ci sono anche diversi

ragazzi e ragazze che si sono fermati

un passo prima del podio; abbiamo

avuto ben quattro quinti posti. Per-

Rebecca Mangano

16

stato sicuramente un elemento im-

portante per la loro crescita.

Per quanto riguarda l’attività interna-

zionale, è vero che diventa sempre

più intensa. Oltre all’attività della na-

zionale, anche i club hanno comin-

ciato a viaggiare e, soprattutto, è

aumentato il numero di tornei di li-

vello sul panorama nazionale. Questo

ha permesso ai ragazzi di fare tante

esperienze, ma ha anche iniziato a

presentare le problematiche legate

a un numero di competizioni sempre

maggiore.

Uno degli aspetti più importanti a li-

vello giovanile, nel quale crediamo

fortemente, è quello di creare dei

momenti di formazione insieme a fi-

gure mediche e psicologiche per fare

cultura sui giovani atleti, cercando di

far capire loro quanto siano impor-

tanti il giusto stile di vita e i presup-

posti per la performance nel lungo

periodo.

Come staff federale ci teniamo tan-

tissimo a fare formazione, ad esem-

pio sulla gestione del calo peso e

sull’importanza di abitudini corrette.

Cerchiamo anche di prevenire le pro-

blematiche legate a un’attività trop-

po pressante, creando all’interno

degli eventi della nazionale un clima

estremamente positivo e un forte

affiatamento nel gruppo. Uno degli

aspetti più belli che si sono visti in

questi Europei è stato sicuramente il

legame tra i ragazzi, il modo in cui si

sono sostenuti e come abbiano cre-

ato dei rapporti di amicizia davvero

genuini.

Dopo questi Europei, quale sarà il

prossimo passo nella crescita del

movimento giovanile azzurro?

Per quanto riguarda il prossimo fu-

turo, i medagliati dell’Under 17 ini-

zieranno il loro percorso verso i

Mondiali di Baku. De Grecis è già

impegnato, in questo periodo, in un

collegiale con gli Under 20 e sarà im-

pegnato successivamente in Germa-

nia per un torneo e un camp. Invece,

per quanto riguarda Garcia, conti-

nuerà il suo percorso negli Stati Uniti

in preparazione dei Mondiali: con lui

e con il suo staff il confronto è con-

tinuo e siamo molto fiduciosi in vista

della gara mondiale.

Inoltre, insieme al direttore tecnico

Avanzato, stiamo già programmando

le attività per il secondo semestre.

L’idea è quella di creare altri momenti

di confronto attraverso dei collegiali,

non solo per i campioni italiani, ma

anche per tutti i ragazzi che vorranno

partecipare, in modo da continuare il

percorso di crescita che abbiamo ini-

ziato quest’anno.

Cercheremo soprattutto di aumen-

tare i momenti di formazione, sia per

i tecnici sia per gli atleti, perché sia-

mo convinti che facendo un lavoro di

qualità si possano ottenere risultati

importanti. Abbiamo tanti giovani in-

teressanti; diversi ragazzi quest’anno

erano al loro primo Europeo e rimar-

ranno ancora nelle categorie di età a

cui hanno appena partecipato.

Dietro questi risultati c’è stato il

lavoro di tante figure tra tecnici,

società e staff federale. A chi va il

ringraziamento finale della CNAG?

Il lavoro che è stato fatto dai tecnici

e da tutto lo staff con i ragazzi è sta-

to quello di cercare di creare un am-

biente estremamente positivo, diver-

tente e sereno, per poter tirar fuori il

meglio dai ragazzi e dalle ragazze che

hanno fatto questo percorso.

Vorrei ringraziare tutti i tecnici e tut-

to lo staff che ha lavorato in questi

mesi, perché si è dimostrato molto

professionale e sempre al passo. È

stato molto bello vivere queste due

settimane di Europei, anche per me,

perché sinceramente c’è stato un cli-

ma eccezionale.

Grazie al lavoro svolto dai tecnici in-

sieme ai club, si è riusciti a entrare in

sintonia con i ragazzi e ad avere con-

tinui confronti anche con i tecnici del

territorio.

Ci tengo a ringraziare tutto lo staff

federale che ha permesso questo

percorso, iniziando dalla Direzione

Tecnica, con la quale il confronto è

continuo e giornaliero, fino ai mem-

bri della Commissione Giovanile —

Maurizio Stedile, Mario Piroddu e Ka-

tarzyna Juszczak — e a tutti i tecnici

federali che hanno condiviso questo

percorso. ◆

IL RACCONTO SPORTIVO LOTTA

17

IL RACCONTO SPORTIVO LOTTA

Davide Servedio

18

Stintino ha ospitato la seconda fase del

Campionato Italiano di Beach Wrestling

e la XXI edizione del Torneo Sardinia,

tappa di qualificazione giovanile verso le

Olimpiadi giovanili di Dakar 2026. Prima

la squadra italiana nel torneo senior

È

stata una giornata memo-

rabile di sport, sole e ago-

nismo internazionale: la

splendida spiaggia dell’An-

cora di Stintino è tornata

a essere il palcoscenico di uno degli

eventi più attesi della stagione: la se-

conda tappa del Campionato Italiano

di Beach Wrestling, affiancata dalla

XXI edizione del Torneo Internazio-

nale “Sardinia”. Organizzata dalla

Polisportiva Athlon Sassari e dalla FI-

JLKAM, in collaborazione con la Uni-

ted World Wrestling (UWW), la mani-

festazione ha richiamato sulla sabbia

Stintino capitale

del Beach Wrestling

Successo organizzativo del trofeo “Sardinia” con lo sguardo a Dakar

di Marco Reccia | foto di Alessio Dalerci | video-intervista di Simone Satta

IL RACCONTO SPORTIVO BEACH WRESTLING

dorata del litorale stintinese, con lo

sfondo del mare turchese colorato

appositamente per l’occasione, atle-

ti delle categorie under 17, juniores e

seniores, maschili e femminili, prove-

nienti da numerosi paesi tra cui Stati

Uniti, Gran Bretagna, Romania, Serbia

e Lettonia.

I risultati: l’Italia ha brillato e

guarda a Dakar 2026 - Nel Torneo

Internazionale Senior ha dominato

la squadra italiana con 52 punti, da-

vanti all’ottima spedizione degli Stati

Uniti con 26 punti; terza sul podio la

Serbia con 6 punti. Tra i protagonisti

assoluti si sono distinti Andrea Rosas

nei 70 chilogrammi, Jacopo Masotti

negli 80 chilogrammi e Samuele Vari-

celli nei 90+ chilogrammi, che si sono

imposti nelle rispettive categorie sa-

lendo sul gradino più alto del podio; il

solo oro dei 90 chilogrammi è andato

allo statunitense Han-Lindmyer Cole.

Nel Campionato Italiano la medaglia

d’oro dei 70 chilogrammi è rimasta

in Sardegna grazie a Fabrizio Battista

Sainas; Masotti negli 80 chilogrammi

e Varicelli nei 90+ chilogrammi han-

no confermato l’oro conquistato nel

Torneo Internazionale, mentre nei 90

chilogrammi si è imposto Riccardo

Brogna.

La classifica finale per società delle

due competizioni ha visto la Extreme

Piroddu chiudere al primo posto con

88 punti, davanti alla Athlon Sassari

con 26 punti e alla Roger Gracie con

22 punti.

La prospettiva olimpica - Nelle sfide

di qualificazione giovanile per Dakar i

riflettori si sono accesi sul talento del-

la rumena Madalina Margareta Pavel,

che nei 55 chilogrammi femminili ha

conquistato l’oro ipotecando così la

selezione Under 17 verso le Olimpiadi

Giovanili. La XXI edizione del “Sardi-

nia” è infatti una delle prime tappe di

qualificazione per gli atleti under 17 in

vista dei Giochi Olimpici Giovanili di

Dakar 2026, in programma in Senegal

il 7 e l’8 novembre, dove il beach wre-

19

generando un impatto turistico im-

mediato e destagionalizzato: atleti,

tecnici, delegazioni e tifosi scelgono

di risiedere nelle strutture ricettive

locali prima dell’inizio della stagione

estiva, in quello che viene definito

sport-turismo.

La longevità del Torneo “Sardinia”,

che ha superato i vent’anni di storia

sotto la guida organizzativa di Vin-

cenzo Piroddu, e il successo di Stin-

tino dimostrano che la sabbia non è

soltanto un elemento paesaggistico,

ma una vera e propria risorsa econo-

mica e sportiva. Con la spinta della

qualificazione olimpica, il beach wre-

stling si candida a diventare uno dei

pilastri dello sport-turismo costiero,

trasformando le spiagge italiane in

arene globali di alto livello. ◆

IL RACCONTO SPORTIVO BEACH WRESTLING

stling sarà tra le discipline protago-

niste. Una conferma del percorso di

crescita che questo sport — entrato

nel programma internazionale della

UWW nel 2005 — sta vivendo a livel-

lo mondiale, con la sabbia di Stintino

che si conferma da anni uno dei pal-

coscenici più consolidati d’Europa.

Beach wrestling e sport-turismo -

Oltre ai risultati dei singoli atleti, l’e-

vento ha acceso i riflettori su una di-

sciplina che si sta affermando, insieme

ad altre che si svolgono sullo stesso

campo di gioco, tra le più dinamiche

del panorama internazionale. Il bea-

ch wrestling, a differenza della lotta

tradizionale, rende gli incontri sulla

sabbia rapidi, spettacolari e d’impat-

to, facilmente comprensibili anche

per il pubblico non esperto e senza

la necessità di costose infrastrutture.

Ogni competizione si trasforma così

in un vero spettacolo capace di cattu-

rare l’attenzione di bagnanti e turisti,

20

IL RACCONTO SPORTIVO GRAPPLING

Sei medaglie per la nazionale italiana ai

Campionati Europei UWW di Grappling

di Yerevan: due argenti e un bronzo nel

femminile, tre bronzi nel maschile. Il

team manager Massimiliano Monaco fa

il puntoY

erevan, in Armenia, ha

ospitato i Campionati Eu-

ropei UWW di grappling,

manifestazione

conti-

nentale che ha visto in

gara le classi seniores, U20, U17, U15

e veterani. L’Italia ha preso parte alla

rassegna con la squadra senior, con-

quistando sei medaglie complessive

tra competizioni maschili e femminili.

La gara femminile - Nel settore fem-

minile sono arrivate due medaglie

d’argento e una di bronzo. A laurearsi

vicecampionesse d’Europa sono sta-

te Giulia Angiolini nei 53 chilogrammi

ed Emma Rosini nei 58 chilogrammi.

Angiolini ha superato nel proprio per-

corso le polacche Jakubowicz e Welc,

fermandosi soltanto nella finale per

l’oro contro la spagnola Prendes La-

rios, vittoriosa per 2-0. Rosini ha con-

quistato la finalissima dopo i successi

sulla russa Chernyshova e sulle polac-

che Brzozowska e Stypulkowska, ce-

dendo alla russa Zhuravleva negli ul-

timi secondi di una finale avvincente.

La medaglia di bronzo è stata conqui-

stata da Raluca Bianca Rosca nei 64

chilogrammi. Dopo lo stop in semifi-

nale contro l’ucraina Tsalai, l’azzurra

si è riscattata nella finale per il terzo

posto battendo la tedesca Macatis.

“Sono risultati di grande prestigio

che confermano la crescita costante

del movimento italiano a livello inter-

nazionale – ha detto il team manager

Massimiliano Monaco – “La prova del

settore femminile è stata straordi-

SEI VOLTE SUL PODIO A YEREVAN

Nazionale italiana di tutto rispetto agli Europei

di Saverio Cambiotti | foto UWW

naria, abbiamo chiuso al terzo posto

nella classifica generale. Giulia An-

giolini ed Emma Rosini hanno fatto

un percorso di altissimo livello e sono

state fermate soltanto in finale dopo

prestazioni di grande carattere e qua-

lità tecnica. Ottimo anche il bronzo di

Raluca Bianca Rosca.”

La gara maschile - Tre bronzi sono

arrivati anche nel torneo maschile.

Nei 62 chilogrammi Loris Zanolini è

salito sul podio grazie alla vittoria per

7-2 sull’ucraino Dmytro Baranov nella

finale per il bronzo. Medaglia anche

per Christian Frillici negli 84 chilo-

grammi: dopo i successi contro il po-

lacco Rot e l’ucraino Muzychenko e

la sconfitta in semifinale con il russo

Magomedov, l’azzurro ha superato lo

spagnolo Dominguez Lopez nella fi-

nale per il terzo posto.

A completare il bilancio italiano è sta-

to Antonio Saltups Caretto nei 100

chilogrammi. Determinanti per il suo

percorso le vittorie nel girone contro

il georgiano Tezvadze, poi campio-

ne europeo di categoria, e contro il

polacco Dzikowski. Dopo la sconfitta

in semifinale contro il russo Urusov,

Caretto ha conquistato il bronzo bat-

tendo l’armeno Dilanyan nella finale

per il terzo posto.

“Nel settore maschile è arrivato il

sesto posto nella classifica generale.

Loris Zanolini, Antonio Saltups Caret-

to e Christian Frillici sono stati autori